Contratti Servizi Energia

1. Che cosa è il contratto servizio energia
Il contratto servizio energia è stato introdotto dalla legge 10/91 poi definito nel 1993 dal DPR n.412 e definitivamente regolato dal Dlgs 115 del 2008. Si può definire tale contratto "l'atto contrattuale che disciplina l'erogazione di beni e servizi necessari a mantenere le condizioni di Comfort negli edifici, nel rispetto delle vigenti leggi in materia di uso razionale dell'energia, di sicurezza e di salvaguardia dell'ambiente, provvedendo nel contempo al miglioramento dei processi sia di trasformazione che di utilizzo dell'energia". L’ammodernamento delle centrali termiche che forniscono il calore per il riscaldamento degli edifici civili e l’uso più razionale dell’energia termica, rappresentano due momenti decisivi per il risparmio energetico.

Le innovazioni contenute nel contratto servizio energia si possono ricondurre ai seguenti aspetti:

  • da un lato, si uniscono i concetti di comfort e di risparmio energetico, ciò si persegue la ricerca del massimo risparmio di energia possibile, fornendo comunque il livello di comfort richiesto dagli utenti;
  • dall’altro, si individua nel miglioramento degli impianti che producono e utilizzano l’energia, lo strumento per garantire comfort e risparmio energetico.

 

2. Requisiti dei contratti servizio energia base e plus
Con esplicito e vincolante riferimento a quanto contenuto nel DPR 412/93, la fornitura di beni e servizi prevista dal contratto servizio energia, rispetto alla situazione precedente, deve garantire il raggiungimento di determinati obbiettivi quali:

  • comfort termico diffuso
  • uso razionale dell’energia
  • risparmio energetico
  • riduzione dell’inquinamento ambientale
  • miglioramento del processo di trasformazione dell’energia
  • miglioramento del processo di utilizzo dell’energia

L’impresa, per poter stipulare il contratto servizio energia e svolgere le attività conseguenti, deve:

  • diventare terzo responsabile della centrale termica, deve assumere cioè la responsabilità della centrale termica dell’edificio, indicate all’art.1, comma 1, lettera o), del DPR 412/93 nonché occuparsi della misurazione dell'energia prodotta in CT e della rendicontazione periodica alle utenze;
  • possedere adeguate capacità tecniche, economiche ed organizzative, insieme all’abilitazione stabilita dalla legge 46/90 e s.m.i.;
  • il contratto servizio energia non può essere stipulato da una società che fornisce il combustibile;
  • estendere la sua attività e responsabilità su tutto l’impianto termico (Produzione,Distribuzione, Emissione e Regolazione).

Inoltre si deve prevedere:

  • la certificazione energetica dell'edificio secondo quanto stabilito dal DLgs 192/05 e s.m.i., da effettuarsi prima dell'avvio del Contratto, fermo restando la valutazione preliminare in sede di offerta commerciale;
  • un corrispettivo contrattuale a canone periodico, comprensivo di beni e servizi e "riferito a parametri oggettivi, indipendenti dal consumo corrente" di energia primaria;

Le prestazioni dell’impresa che stipula il contratto servizio energia devono essere stabilite contrattualmente. In particolare devono essere precisati nel contratto gli interventi per il contenimento dei consumi di energia, quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelli per l’ammodernamento della centrale termica e/o dell’impianto di distribuzione. Si noti che tra i requisiti non vengono citati interventi di riqualificazione energetica. L'elenco di chiude con il divieto di includere nelle prestazioni contrattuali la trasformazione di un impianto centralizzato in un sistema a caldaie individuali. A questo punto, se il provvedimento si fosse limitato ad un elenco di requisiti minimi, esso si sarebbe presto tramutato in un semplice riconoscimento delle attuali pratiche di mercato, senza di fatto aggiungere nulla allo stato di fatto, dal momento che, nonostante l'assenza di una legislazione specifica, i Contratti Servizio Energia esistono già da oltre 10 anni. Tuttavia, il legislatore si è spinto oltre e, accanto ai requisiti del contratto "base", ne stabilisce alcuni aggiuntivi che, insieme ai primi, qualificano il cosiddetto "Contratto Servizio Energia Plus":

Il Contratto energia Plus introduce alcuni specifici requisiti tra cui:

  • l'impegno, da parte del Fornitore, a ridurre l'indice di energia primaria per la climatizzazione invernale di almeno il 10% rispetto a quanto indicato nella Certificazione Energetica;
  • l'installazione, ove tecnicamente possibile, di un sistema di termoregolazione.

La riduzione dell'indice di energia primaria potrà essere ottenuta con interventi di riqualificazione sia degli impianti tecnologici che dell'involucro edilizio, eventualmente da finanziarsi con il meccanismo del FTT (Finanziamento Tramite Terzi). A fronte dei maggiori investimenti sostenuti rispetto ad un contratto base, il Servizio Energia "Plus" viene equiparato ad un contratto di locazione finanziaria ai fini dell'accesso a meccanismi incentivanti e agevolazioni di qualsiasi natura, come ad esempio le detrazioni del 55%. Inoltre, in virtù delle maggiori garanzie di miglioramento dell'efficienza, il Contratto "Plus" viene esplicitamente indicato come "idoneo a realizzare gli obiettivi di risparmio energetico" dello stesso decreto. Queste sottolineature, richiederanno ulteriori approfondimenti, ma lasciano presagire l'intenzione di agevolare tale rapporto contrattuale nell'accesso a tutte le future forme di incentivazione a favore dell'efficienza energetica. Per il contratto plus è prevista l’aliquota IVA agevolata al 10%.

 

3. Acquisto del combustibile.
I combustibili o i kWh elettrici che alimentano il processo per la produzione del fluido termovettore necessario alla erogazione del calore agli edifici, sono acquistati a cura dell’impresa. L’impresa decide la scelta del tipo di combustibile, o di altre fonti energetiche e assume la titolarità del contratto di fornitura, compreso il relativo pagamento. Il calore prodotto dalla centrale viene venduto dal gestore all’utenza, previa misurazione del consumo con appositi contatori di calore, ed a fronte di una tariffa stabilita contrattualmente.

4. Misurazione e contabilizzazione del calore.
Con il contratto servizio energia l’utenza acquista dal gestore l’acqua calda (o l’aria calda) prodotta nella centrale termica dell’edificio. L’impresa deve installare idonei apparati (contatore di calore) per misurare l’energia termica utilizzata. Nel contratto servizio energia il contatore di calore acquista una importanza fondamentale, in quanto esso è lo strumento fiscale di misurazione dei consumi e della spesa per il riscaldamento. Pertanto una particolare attenzione deve essere posta nella scelta del contatore di calore per evitare malfunzionamenti che possono riflettersi sia sull’utenza che sul gestore. L’impresa, che normalmente è proprietaria del misuratore, deve garantire l’affidabilità dell’apparecchio, che deve essere conforme alla normativa vigente nazionale ed europea. Il contatore di calore deve essere provvisto del certificato di taratura iniziale. Le successive tarature periodiche, effettuate a cura del gestore, devono essere previste dal contratto.

5. Determinazione della tariffa del calore consumato.
La tariffa da corrispondere al gestore per il calore consumato è l’elemento critico del contratto servizio energia. La tariffa è specifica per ogni edificio: pertanto deve essere commisurata a parametri oggettivi, quali la quantità e tipologia del combustibile impiegato, nonché le risultanze della diagnosi energetica effettuata sul sistema edificio-impianto. Prima di definire contrattualmente il valore economico della tariffa, si consiglia un periodo di osservazione sperimentale significativamente lungo (una stagione di riscaldamento). Dopo aver installato nella centrale termica il contatore di calore, a valle del generatore di calore e nel circuito della valvola a 3 o 4 vie di regolazione, al termine della stagione si avrà noto sia il consumo totale di energia termica, espressa in kWh, sia il costo del combustibile, comprensivo dell’IVA al 20%. Avendo a disposizione i dati suddetti, la tariffa sarà correttamente determinata dal seguente rapporto: T = COSTO ANNUALE DEL CONBUSTIBILE / kWh di calore consumati = € / kWh

6. Diagnosi energetica dell’edificio-impianto.
Con il contratto servizio energia è obbligatoria la diagnosi energetica dell’edificio-impianto, a cura dell’impresa, dopo la presa in carico della gestione del riscaldamento dell’edificio. La diagnosi energetica rappresenta lo strumento conoscitivo del comportamento termodinamico del sistema edificio-impianto, ed indispensabile per valutare la redditività degli investimenti da eseguire per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio. E’ quindi propedeutica a qualsiasi analisi costi-benefici per gli interventi di risparmio energetico pertinenti l’edificio in esame.

7. Coefficiente di consumo specifico.
E’ compito dell’impresa rilevare, al termine del primo anno di gestione, le caratteristiche tipologiche e tecnologiche dell’edificio per l’attribuzione del coefficiente di consumo specifico. Il coefficiente di consumo specifico può essere espresso in kWh / GG (Gradi Giorno link al significato di gradi GG) o kWh/mq di supericie utile per un utilizzo standard dell’edificio e calcolato secondo i GG definiti dalla normativa. Gli utenti entrano così in possesso di un indicatore del consumo di energia per il riscaldamento del proprio edificio. Il coefficiente caratterizzerò l’andamento dei consumi degli anni successivi. Essendo sganciato dal consumo di combustibile, in quanto si considera il consumo di energia misurato e contabilizzato a valle della caldaia, tale indicatore rappresenterà di fatto il comportamento dell’utenza. Il coefficiente di consumo specifico è importante per determinare gli effetti degli interventi di risparmio energetico fatti sul sistema edificio-impianto, ad esclusione di quelli lato generatore di calore, quali, ad esempio l’isolamento termico e la termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore.

8. Interventi sul sistema edificio-impianto.
Il contratto servizio energia deve prevedere obbligatoriamente l’indicazione degli interventi da effettuare sul sistema edificio-impianto per migliorarne l’efficienza energetica, e/o di quelli che permettono l’introduzione di tecnologie per l’uso delle fonti di energia rinnovabili o assimilate. Quali debbano essere gli interventi pertinenti ed a chi compete l’onere dell’investimento, deve essere contenuto in uno specifico articolo del capitolato di appalto, connesso al contratto servizio energia. L’intervento come suggerisce il decreto potrà essere effetuato a carico di particolari società denominate E.S.C.O. (inserire link) con le modalità di rientro dell’investimento tipico di tali tipologia di imprese. L’intervento, dal lato del comportamento degli utenti, che rappresenta il miglior rapporto costi/beneficiè quello relativo alla termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore. Da talune elaborazioni dell’ENEA si evince che a Roma l’intervento di termoregolazione e contabilizzazione del calore, ha permesso un risparmio medio annuo del 20%.