Milioni di anni per arrivare all’equilibrio energetico

Entropia Zero è il concetto filo conduttore di tutte le nostre azioni. L’Entropia è una grandezza fisica che misura lo stato di “ordine” di un sistema da valori bassi (sistemi energeticamente ordinati) a valori alti (sistemi energeticamente disordinati). La natura di per sé, nonostante l’intervento umano, si è organizzata per controllare il valore dell’entropia ...

Entropia Zero è il concetto filo conduttore di tutte le nostre azioni. L’Entropia è una grandezza fisica che misura lo stato di “ordine” di un sistema da valori bassi (sistemi energeticamente ordinati) a valori alti (sistemi energeticamente disordinati). In un sistema “aperto” l’entropia tende naturalmente a crescere. La natura di per sé, nonostante l’intervento umano, si è organizzata per controllare la crescita del valore dell’entropia al fine di mantenere nel tempo un sistema fertile per la vita poiché nulla viene sprecato, ma tutto riciclato e trasformato con processi a basso potenziale energetico o comunque distribuiti su vasta scala.

La natura ha impiegato milioni di anni per arrivare a questo equilibrio. L’uomo con la presunzione del progresso ha alterato le leggi della natura ed ha inserito isole più o meno diffuse di processi ad alto potenziale energetico o concentrato (città metropolitane, autostrade percorse da automezzi inefficienti e concettualmente anacronistici, centrali per la produzione di energia elettrica da combustibile fossile o nucleare, bacini idroelettrici artificiali molto estesi, etc.) producendo enormi quantità di rifiuti e scorie velenose non riutilizzabili (siamo l’unica specie vivente che produce grandi quantità di materiale definito “rifiuto”). La natura è un sistema altamente complesso dal punto di vista delle variabili in gioco e piccole variazioni potrebbero portare al collasso “dell’ecosistema terra”. Per fare alcuni esempi, tra le variabili alterate dall’uomo possiamo citare: (A) la copertura della terra e delle foreste con considerevoli superfici ad elevato assorbimento luminoso (asfalto, coperture, etc.) e quindi re-immissione nell’ambiente di radiazioni termiche (infrarosso); (B) immissione nell’atmosfera di elevate quantità di gas ad “effetto serra” ovvero in grado di imprigionare nell’atmosfera le radiazioni infrarosse e quindi far aumentare la temperatura media “dell’ecosistema terra”; (C) alterazione del ciclo della pioggia, causato dall’urbanizzazione e della deforestazione, che insieme allo scioglimento dei ghiacciai porterà alla desertificazione di zone ora considerate fertili.

Il sistema terra insieme a “Miss” Evoluzione in un lasso di tempo breve (rispetto ai cambiamenti avvenuti in milioni di anni) si trovano a “competere” con enormi cambiamenti apportati dall’uomo con conseguenze sicuramente disastrose per quest’ultimo; il vincitore sarà la natura ma il mondo che ne scaturirà, molto probabilmente, non sarà più il mondo dell’uomo!

Ecco perché adottare tutte le azioni possibili al fine di minimizzare la crescita dell’Entropia! Il valore “ZERO” è un artifizio matematico (la vita, come la intendiamo ora, non esiste in un ambiente ad “entropia zero” molto simile allo spazio siderale, allo zero termico o zero assoluto -273,5°C o alle condizioni iniziali del “Bing Bang”), però è il pretesto per avviare un strategia di utilizzo eco-sostenibile di “TUTTE LE RISORSE” presenti in natura al fine di evitare conseguenze non più rimediabili. L’obbiettivo molto ambizioso, ma non impossibile grazie al progresso tecnologico “positivo”, è quello di ritornare a valori di crescita dell’entropia simili a quelli dell’era pre-industriale pur ottenendo un’alta qualità della vita ed un benessere diffuso.

Entropia Zero nasce dall’idea di un gruppo di professionisti che intendono applicare le proprie esperienze e conoscenze ad un concetto di efficienza dei processi e risparmio sia energetico che delle risorse prime (in primo luogo l’acqua). Siamo consapevoli che l’attuale modello economico/finanziario è causa di un enorme necessità di energia e risorse e siamo anche consapevoli che un cambiamento repentino di strategia e/o modello è pressoché impossibile fintanto che la politica continuerà a proporci la “propaganda” del connubio aumento del PIL/BENESSERE sociale a scapito della sopravvivenza del pianeta stesso e delle generazioni future. Il benessere sociale si deve fondare in primis sulla qualità della vita e non sulla quantità di beni posseduti. Il concetto di “risparmio” implica un riuso razionale delle risorse esistenti aumentandone l’efficienza e la qualità delle stesse. Per esempio è inutile costruire nuove case “dove prima non vi sono” quando è possibile riqualificare molti edifici esistenti in modo intelligente ed innovativo.

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