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30 marzo 2016 - In pochi sanno che gli allevamenti intensivi di Bestiame causano elevate quantitą di Gas Serra

Gli Allevamenti intensivi di Bestiame causano il percentuale a livello globale le stesse emissioni di Gas Serra delle automobili

La Fao ha come obiettivo, entro il 2025, l’eradicazione della fame, assicurando il giusto accesso alle risorse alimentari per i 9.2 milioni abitanti previsti nel 2050.
Mentre si discute ancora sulle modalità di una equa redistribuzione delle risorse alimentari, i dati parlano: sulla Terra ci sono circa 6,5 miliardi di persone, ma solo il 20% può nutrirsi in modo adeguato ed ha regolare accesso alle risorse alimentari, mentre il 26% della superficie terrestre è invasa dagli allevamenti, ai quali è imputabile l’emissione del 18% dei gas serra, mentre l’uso dei veicoli ne produce il 14%.

Ciò determina una serie di danni inimmaginabili: il taglio delle foreste distrugge la biodiversità, toglie ossigeno, favorisce i fenomeni di desertificazione, aumenta l’emissione di gas prodotti dagli animali allevati in modo intensivo e ne sacrifica la vita a vantaggio di pochi, con un prezzo pagato invece da molti uomini, animali e natura tutta.
Gli animali destinati alla produzione alimentare generano ogni anno 32.000 milioni di tonnellate di CO2 e 1.050 miliardi di tonnellate di deiezioni.
Dal Rapporto FAO (Steinfeld et al., 2006, Rome FAO. Livestock’s long shadow – environmental issues and options) risulta che ben il 70% delle aree deforestate in Amazzonia sono occupate da pascoli, il resto da coltivazione di foraggio.
Occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne e in media, secondo i dati FAO, occorrono da 1.000 a 2.000 litri d’acqua per produrre un chilo di grano mentre da 13.000 a 15.000 litri per ottenere la stessa quantità di carne da bovini alimentati con cereali.

Una bistecca di carne di bovino di 250 g è quindi associata all'emissione di quasi 3,4 kg di CO2, l'equivalente delle emissioni di un'automobile di cilindrata medio-grande che percorre 16 km. La produzione dello stesso quantitativo di patate genera l'emissione di circa 0,06 kg di CO2, ben 57 volte inferiore a quella della bistecca.
Per queste ragioni, entro il 2050, il mondo intero andrà incontro a catastrofiche crisi alimentari, come ha ricordato in occasione della conferenza mondiale dell’acqua ad agosto 2013, il professor Malik Falkenmark dello Stockholm International Water Institute.

Fonti

www.beppegrillo.it