Come lavoriamo

Entropia Zero è in grado di ripensare e riprogettare tutti i processi di produzione e utilizzo dell’energia e delle altre risorse preziose per il nostro futuro. Ogni soluzione progettuale comprende una gestione attenta dell’energia e delle risorse, perciò la figura dell’Energy Manager è parte integrante del processo progettuale – alla pari di tutti gli altri tecnici – con la responsabilità di definire le linee guida e le strategie energetiche da perseguire, in modo che tutto il resto dello staff possa operare all’interno di un progetto integrato e mirato.

La nostra esperienza, i nostri centri di ricerca in continua evoluzione e le nostre competenze settorializzate propongono studi di fattibilità personalizzati e integrati, per impianti di produzione di energia e sistemi per l’efficienza e il risparmio energetico di grandi e medie dimensioni, che possono essere progettati e realizzati con la formula chiavi in mano e manutenuti con tecnologie all'avanguardia.

Le linee guida e le scelte etiche proposte dall’Energy Manager di Entropia Zero si possono riassumere in:

  • L’energia elettrica, chimica (presente all’interno dei materiali), meccanica, cinetica (associata alla velocità di un corpo) sono energie nobili (valore basso dell’entropia) poiché sono in grado di generare altre forme di energia utilizzabili.
  • Il calore generato dalla combustione – o come sottoprodotto di altri processi – è energia di poco valore e non più riutilizzabile in modo efficiente per generare altri tipi di energia di tipo nobile. Il calore degrada le caratteristiche energetiche di un sistema (valore alto dell’entropia) quindi è essenziale utilizzare calore a bassa temperatura (non superiore a 35°C) per le attività di cui necessitiamo per usi civili.
  • I sistemi di emissione calore o freddo per uso civile devono essere di tipo radiante e se possibile a bassissimo valore inerziale (devono raggiungere in tempi brevi la temperatura di lavoro). Questo perché il corpo umano scambia il 50% del calore con l’esterno per irraggiamento, il 25% per convezione, il 18% per respirazione ed il 7% per conduzione.
  • I sistemi di ventilazione naturale e forzata devono essere progettati per eliminare l’uso del condizionamento estivo e per diminuire le perdite di calore nella stagione invernale.
  • La produzione di energia elettrica deve essere distribuita per poterla utilizzare dove serve, eliminando così tutte le perdite per distribuzione delle reti (tali perdite possono anche essere superiori al 10%).
  • Tutte le macchine, i processi e gli edifici devono essere ripensati per ottenere il massimo dell’efficienza e quindi il minimo dei consumi. Devono essere messi al bando tutti i comportamenti e le abitudini “energivore” a favore di comportamenti virtuosi e consapevoli della preziosità delle risorse a nostra disposizione.
  • Tranne che in fase di transizione e/o nel caso di reingegnerizzazioni di progetti mal concepiti, per produrre energia è fortemente consigliato non bruciare combustibile di origine fossile (gasolio, metano, olii, etc.) ma nenche naturale (biomasse, biogas, olii vegetali, etc.). Sui conbustibili fossili in pochi sanno che la natura ha impiegato millenni per sotterrare tali scarti di materiale nocivo nel sottosuolo, preparando un terreno fertile per la vita (pensate ad un paesaggio pieno di pozze maleodoranti ed emissioni vulcaniche di ogni sorta) mentre ora noi li riportiamo all’aria aperta e bruciandoli generiamo un'elevata quantità di calore e sostanze tossiche, come l'anidride carbonica (effetto serra climalterante).
  • I progettisti, i designer, i committenti, i costrutturi e le imprese in genere devono comprendere l’importanza di un uso massivo e intelligente delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica, sia in ambito civile che industriale. Tralasciando per un momento i costi ancora troppo alti di alcune tecnologie per l’approvvigionamento delle fonti rinnovabili (ma è solo una questione di mercato e di tempo!) esse sono le uniche ad essere inesauribili, con costi di gestione nulli. Per far comprendere l’importanza di ciò, è sufficiente portare a conoscenza del fatto che attualmente (efficienza del 16%) è necessaria una superficie con un lato di 380Km alle medie latitudini (l’equivalente circa di Marche, Toscana e Lazio) ricoperta di moduli foto-voltaici, per soddisfare l’intero consumo di energia di cui l’umanità ha bisogno! Le energie rinnovabili non devono essere complementari ma devono essere l’unica fonte di energia possibile per poter preservare il nostro mondo per le generazioni future. La riconversione “verde” dell’intera società è un percorso inevitabile, è l’unico percorribile ed è solo una questione di tempo e lungimiranza delle società civili.
  • I governi, le istituzioni, le associazioni devono comprendere che la ricerca e gli investimenti devono essere dirottati sul comparto delle energie rinnovabili. Questo per risolvere una volta per tutte gli unici due problemi che ancora sono di ostacolo a un uso razionale dell’energia prodotta da queste fonti: l’accumulo di energia e le reti elettriche intelligenti che supportino la generazione distribuita (chi obbietta che le rinnovabili siano poco efficienti e che ci voglia ancora troppo spazio, non ha capito nulla sul problema che abbiamo di fronte). I sussidi e gli incentivi devono essere recuperati dalla fiscalità generale (e non dai costi in bolletta!) in modo che tutti – dai più abbienti in modo maggiore, ai meno abbienti – contribuiscano alla diffusione dell’economia “verde”.
  • L’efficienza energetica, insieme alle energie rinnovabili, salverà il mondo. Il cambiamento culturale è già in fase di evoluzione. Le macchine e le case saranno valorizzate per quanto consumano, in primis, e dopo per la loro bellezza o design e comunque non ci sono vincoli per cui non possano andare di pari passo. Per capire con un esempio di cosa stiamo parlando, in Germania e in Svezia gli edifici consumano un settimo di quello che consumano gli edifici Italiani. Statistiche alla mano, circa il 33% di tutta l’energia che usiamo è per usi civili, il 33% per l’industria e il 34% nei trasporti: ridurre ad un settimo i consumi per usi civili vuol dire ridurre del 28% l’intero fabbisogno nazionale di energia. Altro esempio: utilizzando massivamente veicoli elettrici riduciamo del 50% l’energia necessaria per i trasporti.
  • Si devono considerare gli effetti sui cambiamenti climatici e sul territorio causati dagli sprechi e dai consumi dell’attuale modello economico/consumistico come una malattia pericolosa per la nostra stessa sopravvivenza. Per tali ragioni, l’opinione pubblica si deve mobilitare anche tramite raccolta di fondi da destinare alla ricerca dell’efficienza, del risparmio e del riuso dei materiali e dei rifiuti.
  • Entropia Zero crede fortemente nella “Democrazia Energetica” come fattore importantissimo per la riconversione energetica e per la pace nel mondo; ognuno deve essere messo in grado di prodursi l’energia di cui necessita senza dipendere da fornitori o da risorse limitate e scarse, che prima o poi destabilizzeranno i rapporti fra nazioni fino alle conseguenze più inimmaginabili (guerre). L’energia nucleare (da fissione o fusione), come quella dal petrolio, va contro il concetto di “Democrazia Energetica” e quindi non risolverà mai il problema energetico.
  • A prescindere da come produciamo l’energia, o da quale risorsa utilizzeremo, il progetto di qualsiasi tipologia o ordine deve garantire che ridurremo al minimo indispensabile il consumo stesso di energia, fino ad arrivare – nei casi più favorevoli – ad avere a disposizione più risorse del necessario (“processo attivo”).