Firma e Certificazione Energetica

La firma energetica (alcuni la definiscono “l’antidoping del progettista”) verifica il comportamento edificio-impianto al variare delle condizioni climatiche esterne. Ogni edificio ha la sua firma energetica che viene calcolata utilizzando dati reali di consumi (kWh, mc, etc.) e temperature.

Il risultato della firma (una retta su un grafico con Ascissa valori di temperatura esterna e Ordinata potenza media richiesta dal generatore di calore/freddo) indica un valore medio in potenza e/o energia, per una data temperatura esterna. Per calcolare in modo preciso la firma energetica occorre un rilevamento costante dei consumi (giornaliero o settimanale) di riscaldamento/climatizzazione per almeno una “stagione”.

La firma energetica serve essenzialmente per:

(A) Dimensionare il nuovo generatore di calore/freddo in caso di sostituzione di centrale termica.

(B) Monitorare nel tempo l’andamento dell’impianto di climatizzazione, verificare se vi sono differenze sostanziali tra il rilevato e la firma energetica e quindi verificare l’eventuale problema.

(C) Come verifica per i corretti calcoli del progettista.

A differenza di quanto detto precedentemente, la Certificazione Energetica è una procedura che calcola il fabbisogno di energia di un edificio, sulla base di un utilizzo “standard” dello stesso, e dalle caratteristiche rilevate o da progetto dell’involucro edilizio. Attualmente il fabbisogno è calcolato per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria. Sulla base di questo fabbisogno l’edificio è classificato su una scala che individua dei valori di basso consumo (classe A+) e di alto consumo (classe G).

Naturalmente tra i consumi reali e quelli previsti dall’attestato di certificazione energetica ci possono essere notevoli divergenze, prevalentemente a causa di:

(D) Uso non “standard” dell’edificio;

(E) Dati rilevati non corretti;

(F) Configurazione dell’impianto non corretto;

(G) Errori progettuali.